Per un anno le luci dello studio sono rimaste spente. Non per nostra volontà e quando succede, c’è poco da fare. Dodici mesi con un ritmo diverso. Meno performativo. Più umano e fragile.

La vita quando vuole si prende lo spazio e ti porta lontano, dove le onde sono invalicabili, nel mezzo dell’oceano in tempesta, senza traccia di terra ferma.
E colpisce ancora più forte quando queste onde, non sono lavorative. Sconfitte, perdite di persone care, una nuova vita giunta tra le braccia. Tutto insieme, quasi il narratore di questa storia avesse deciso che per il finale della stagione servisse un uragano senza controllo di eventi e plot twist (e diciamocelo, poteva risparmiarsi).
Tutti questi eventi non si possono pianificare, figuriamoci inserirli in un piano editoriale!
Così, sulla nostra barchetta di carta, siamo rimasti fermi a guardare il mare. Ma fermarsi non significa smettere di esistere.Significa accumulare silenzio, mente aperta, respiro lieve, per trovare parole nuove.
Gli dei dell’Odissea decretavano che nel perdersi ognuno ritrova se stesso. Ed è successo così.

Abbiamo smontato e rimontato lo studio, fisicamente e metaforicamente.
Oggi non torniamo al punto di partenza. Non siamo le stesse persone che hanno chiuso quella porta dodici mesi fa. La direzione del vento è cambiata, e noi abbiamo scelto di assecondarla invece di combatterla. Ora abbiamo voglia di sperimentare, senza sapere da subito il risultato che verrà.
Tracciare rotte sconosciute su acque inesplorate, senza la fretta di dover arrivare a un porto sicuro. Solo per il gusto di vedere cosa succede se usiamo elementi nuovi.
La porta dell’ Opificio è tornata. Sapete come funziona: appare e scompare, si fa trovare dove c’è bisogno di lei. Ed è una cosa che amiamo sia rimasta.
Oggi quella porta scintilla. Forse in modo diverso rispetto al passato. Ha una luce nuova, più autentica.
Siamo tornati, per restare.
Cosa è cambiato per voi in questo anno di silenzio? Quale parte della vostra mappa avete dovuto ridisegnare per ritrovare un pò di leggerezza? Passate a trovarci su Instagram per non perdere tutte le novità e progetti giornalieri (@opificiopuck) o in studio, ovunque l’opificio decida di apparire oggi.
Vi aspettiamo

