Cosa fare, in caso di attività freelance e doversi mettere in malattia?
Questo articolo nasce proprio nel pieno della mia influenza. Si, perché se non mi ammalo almeno una volta l’anno, nel periodo tra Novembre e Dicembre, il mio corpo non è contento e a nulla serve prepararsi con integratori e accortezze contro i primi freddi. Succede, ormai ci sto facendo l’abitudine.
Nasce così questa riflessione, mentre ero alle prese dalla combinazione termometro, tachipirina e vitamine. La malattia rappresenta una vera e propria sfida per chi lavora come libero professionista.
Il nostro Opificio ha sede a Milano, la città della produttività! Quindi è facile per noi constatare, osservandoci attorno, quanto mettersi in stop, non sia per niente semplice. Perchè quando un freelance è costretto a fermarsi, la produttività crolla a picco!
Freelance e malattia, perché è così difficile?
Anche i dipendenti non sono esonerati del tutto da questo articolo. Avere il benefit dello stipendio garantito diminuisce la percentuale di difficoltà, certo. Tuttavia, anche per loro, l’idea di essere costantemente sotto pressione (con messaggi e richieste dai colleghi che coprono il lavoro lasciato indietro, ben poco felici di farlo) non è certo rassicurante.
Dunque, se sei dipendente, ti siamo vicini quando ti incrociamo sul treno, bardatə e tremante fino alla punta dei capelli, mentre ti fai violenza per trascinarti nel tuo posto di lavoro.
E per i freelance?
Essere malati come lavoratore autonomo è ancora più complesso!
Oltre a rischiare di prendersi una bella fetta di malumore dai clienti e collaboratori, il flusso di lavoro si blocca del tutto, ritardando o perdendo guadagni giornalieri e il rischio è quello di sentirci costantemente in colpa perché, in quel tempo, non si ha avuto modo di mandare avanti l’attività, curare i clienti già in essere, oltre che non trovarne di nuovi!
Insomma, la malattia è un vero e proprio incubo!

Questo perchè siamo molto, troppo abituati, al non voler deludere nessuno!
Temiamo che mettersi in malattia possa deludere le aspettative o modificare drasticamente l’immagine professionale che per lungo tempo abbiamo costruito. Temiamo che quella battuta infelice o quel senso di inadeguatezza datoci da un collega o cliente stressato, possa essere una definitiva condanna, una macchia nera indelebile nel nostro CV.
Inoltre l’idea di non essere al massimo della nostra efficacia ci manda letteralmente fuori di testa! Azioni che riusciamo a fare in pochissimi click diventano slot di lavoro interminabili. Questo perchè siamo programmati per mettere al primo posto la produttività, la quantità del materiale e le sue scadenze, piuttosto che osservare un dato davvero importante:
Lavorare quando non stiamo bene, sarà sicuro al 100% che non alimenterà la nostra immagine professionale in positivo
È preferibile non desiderare apparire come un martire, ma un professionista che prende sul serio il proprio lavoro. Perchè, se siamo malati:
- Non lavoriamo con la nostra consueta cura e attenzione
- Non saremo sul pezzo e ci perderemo sicuramente qualcosa
- Non saremo davvero utili ai nostri colleghi e collaboratori, così come nessuno ci darà un premio per il nostro martirio.
- Più rimandiamo, più faremo fatica a riprenderci. Addirittura rischiamo di peggiorare!
Dunque, che succede se decidessimo di essere più consapevoli e mettere paletti essenziali per la nostra salute, senza mettere in difficoltà clienti e colleghi?
Non è semplice lasciarsi scivolare addosso quelle che possono essere le pressioni poste dall’esterno citate sopra, tuttavia, essere sicuri che questa pausa sia necessaria al benessere del nostro lavoro (oltre che della nostra salute, che comunque per noi ha la priorità) sarà essenziale per spiegare il motivo della nostra scelta e dimostrare quanto noi teniamo alla qualità e alla riuscita effettiva del nostro lavoro. Questo ragionamento fa bene e ripaga sempre
Bene Puck, parole molto sagge, ma come faccio ad affrontare la malattia nel migliore dei modi, soprattutto se sono un freelance?
Per riuscire a dimostrare la vostra professionalità ed al tempo stesso difendere la vostra persona e darvi tempo di mettervi in sesto, bisogna partire con una domanda
Come stai, davvero?
Non tutte le malattie stagionali sono uguali ed il tempo di recupero spesso è del tutto personale.
Solo tu puoi sapere quanto tempo ti serve per recuperare, quindi sii onestə con te stessə. Non cercare di fare il martire, ma neanche di approfittare della situazione per evitare quella consegna che non ti fa impazzire.
Stima un tempo adeguato di recupero prima di passare ai prossimi punti.
Ti è sufficiente una giornata? ti serve tutta la settimana? Anche qui, siate onesti e in casi di malattie più importanti, chiedere parere medico!

E ora?
Una volta stimato il tempo di recupero, ecco i consigli in caso di attività freelance!
Nelle più rosee prospettive, se i progetti sono a lungo termine o non hai consegne imminenti, riorganizza semplicemente il calendario parlando chiaramente con i tuoi clienti. Se spieghi davvero come stanno le cose, sicuramente avranno modo di capire.
È importante che sappiano che questa pausa è stata presa e ponderata con l’obbiettivo di dare il vostro meglio e consegnare per tempo, una volta recuperate le energie.
Ma mettiamo che le prospettive non sono affatto rosee (prospettiva decisamente più accurata) e quelle deadline proprio non si possono rimandare.
Partiamo tenendo a mente due priorità, ovvero:
- Rimandare il rimandabile
- Non fermare totalmente il flusso di lavoro (il che aiuterà tutto il team)
Ecco il nostro piano di attacco!
1. Riorganizza il tuo calendario a piccoli passi
Se le tue condizioni fisiche e mentali sono gestibili (ma non trascurabili!) in ogni giorno prefissato per il tuo tempo di recupero, trova uno slot di massimo un paio di ore per portare avanti la tua attività con step semplici, poco impegnativi e di background.
Ad esempio rispondi a quella mail che hai in coda da giorni, avvisa i tuoi clienti e riorganizza il calendario dove hai maggiore margine di tempo, lavora a piccolissimi step (un mini obbiettivo al giorno) ai progetti in coda, senza esagerare. Valuta di tenere attivo il tuo canale blog o pagina social.
Se il tuo calendario è stato organizzato al meglio (vedi il nostro articolo dedicato) è possibile che ti sia rimasto qualche lavoro pronto per essere pubblicato con anticipo o in previsione di casi come questi. Dunque sfrutta tutto il buon lavoro già svolto! In questo modo, l’assenza sarà poco percepita o addirittura non notata
2. Delegare con intelligenza
Avere una buona rete di collaboratori di supporto è essenziale in questi casi, soprattutto se la vostra influenza cade proprio in un periodo di consegne, poche attività di background e la vostra condizione fisica che vi obbliga a fermarvi del tutto
Scegliete con cura qualcuno che conosce bene il vostro lavoro e di cui vi fidate ciecamente. Il vostro obiettivo è quello di chiudere il pc e rimanere a letto il più a lungo possibile
Delega parte, o del tutto, le consegne più urgenti, lasciandoti il solo compito di revisionare e fare da tramite con il cliente. Sapere che il lavoro procederà comunque ti farà sentire decisamente più leggero!
3 Prendi in considerazione la possibilità di investire su una polizza apposita
Prevedi la possibilità di fare un investimento su una buona assicurazione in caso di malattia.
Non sei totalmente perdutə se non hai ancora una rete solida di collaboratori e ti ritrovi a stare troppo male per fare qualsiasi cosa che non sia prendersi giorni di totale O.O.O (Out of office)
In questo caso prepara mail e messaggi per i tuoi clienti e rimanda ogni cosa, tranquillizzandoli con una buona organizzazione e pianificazione per tornare quanto prima e recuperare velocemente il tempo perduto (questo step è sempre essenziale).
Il compenso giornaliero sarà tamponato da una buona assicurazione che avrà si, un costo annuale, ma ti permetterà di toglierti dalle spalle ogni senso di colpa e impotenza.
4. Sfrutta il tempo per crescere professionalmente
Ultimo ma non per importanza, cogli l’occasione dello stop ai lavori per fare ciò che non hai modo di fare normalmente. Dedicati un ora al giorno per portare avanti quel corso online, per leggere quel libro, vedere quel documentario che avevi selezionato per dare una rinfrescata alle tue nozioni. Saranno dei brevi slot di tempo in cui non avrai trascurato la tua attività e non avrai dimenticato di prenderti cura di te
In conclusione
La malattia per un freelance è sicuramente una sfida, ma non deve essere vista come un muro invalicabile!
Con una buona pianificazione, una comunicazione sincera e comprensione verso noi stessi, sarà possibile affrontare anche i periodi di malattia senza compromettere la propria carriera e senza sentirsi in colpa.
Ricorda: la salute e il benessere vengono prima di tutto, e un professionista che sa quando prendersi una pausa è anche un professionista che sa come lavorare al meglio.
E tu, come gestisci la malattia? Quali strategie usi per mantenere un equilibrio tra produttività e salute?
Siamo curiosi di conoscere le tue strategie! Vi aspettiamo nei commenti

