La comunicazione visiva è lo strumento principale del nostro studio e sappiamo bene come sia un mondo immenso, vastissimo! L’abbiamo sotto gli occhi ogni giorno e siamo bombardati di stimoli e inspirazioni. Ma come usare un simile strumento, dal potenziale infinito, nel modo corretto?

Consiglio vivissimo: se volete imparare qualcosa di nuovo, mai fermarsi al muro del Macro argomento! Potrebbe terrorizzare e bloccarci

La comunicazione visiva è un concetto troppo grande, troppo astratto, abbiamo bisogno di inquadrare un aspetto più piccolo, un microargomento da cui è facile partire

Partiamo quindi da una delle parole chiave: Visivo, l’immagine

Le immagini emozionano! proprio così!
Vi capita mai di vedere un’opera, vedere un film, leggere una graphic novel e provare chiare emozioni che vi accompagnano per l’intera giornata?

Magia?

Beh noi ci crediamo fermamente, ovvio, ma è anche scienza e storia.

Questa nostra predilezione nel percepire emozioni nelle immagini (statiche o in movimento) non è cosa nuova, perché è alla chiave di un istinto che abbiamo fin dall’antichità, quello del raccontare, imparare, progredire.

Non voglio prolungarmi nel fare una lezione di storia ma, un racconto, un vissuto, ci permette di condividere non solo esperienze comuni (quindi parte dell’umanità e sentirci compresi) ma anche provare per la prima volta un sentimento verso avvenimenti che in prima persona non abbiamo vissuto, ed imparare qualcosa. Emozionarsi è sentirsi umani ed è apprendere dall’esperienza. E trovo che possa rientrare nell’esperienza, quella di usufruire di tutte le forme d’arte, compresa la comunicazione visiva, una scienza che fonde marketing, storytelling e immagini.

L’immagine, in particolare, è la forma più primitiva e universale che esista, usata prima ancora della forma scritta (provate a pensare agli affreschi nelle chiese, che venivano usati per raccontare la bibbia a chi non sapeva leggere e scrivere) e che ci colpisce per prima ancora oggi

Non a caso le strategie di marketing attuali puntano sul lato emotivo per venderci qualcosa. Siamo portati ad acquistare ciò che ci fa stare bene, più che qualcosa che semplicemente funzioni. Dopotutto viviamo nella fortunata parte di mondo che possiede tutto ciò che serve alla sopravvivenza.

L’immagine stessa e tutto quel che concerne il lavoro di designer e simili rientra in numerosi studi che sarebbe impossibile riassumere in un solo articolo. Ma andiamo con ordine

Voglio capire come trasmettere emozioni con le immagini

Il primo passo? Studiare il colore

Chi ha fatto percorsi d’arte a sentire questo argomento ne avrà fin sopra ai capelli. Teorie del colore e simili sono nozioni ripetute più e più volte tanto da averne la nausea, senza però averne mai capito l’importanza. Forse, ci domandiamo, perché non ne abbiamo esperito consapevolmente le regole applicate a un progetto o un contenuto di cui usufruiamo ogni giorno

Vi vedo, colleghi! Vi vedo che storcete il naso!

Ma il colore è la prima chiave, non a caso ogni brand ha una specifica palette, non a caso abbiamo dei colori che sono stati assegnati e decifrati socialmente ad emozioni specifiche

Vi sorprende quindi la frase “feeling blue” insieme al personaggio di tristezza di Inside out? assolutamente no

Come inizio a studiare o ripassare il colore? Con un esercizio

Ecco la sfida…o gioco?

Proprio perché desideriamo imparare o tornare alle origini con consapevolezza, partiamo dai prodotti di cui usufruiamo ogni giorno, fidiamoci della nostra pancia.

Gli esempi più eclatanti sono i film e le serie tv. Gli step per questo esercizio sono semplici:

  • Prendete uno spazio (dal quaderno/sketchbook in analogico o uno spazio per scrivere digitale)
  • Dedicate una pagina per una scena che vi ha particolarmente colpito emotivamente. Se riuscite a reperire immagini per tenerle sempre con voi, ancora meglio! 
  • Prendete appunti sulle emozioni che hanno suscitato, che musica di accompagnamento avevano e per ultima, ma non per importanza, appunti sulla palette colore!

Andando avanti con questo gioco, non solo avrete dedicato del tempo ad un’attività rilassante e stimolante a livello creativo, ma avrete archiviato una serie di esperienze per allenare l’occhio a cogliere determinate scelte stilistiche. Infatti, confrontando diversi prodotti di cui avete preso appunti, riscontrerete come determinate emozioni e narrazioni avranno in comune determinate palette

E dopo?

Dopo, ecco alcuni libri da cui raccogliere informazioni più tecniche e scientifiche per comprendere con più dimestichezza la psicologia e l’utilizzo del colore in ogni forma artistica ed applicarla alla nostra comunicazione visiva

Trovi riscontri dai tuoi esercizi?

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E dopo aver imparato il valore delle immagini che emozionano?

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Intanto, ti suggeriamo l’articolo dedicato alla moodboard, dove le immagini sono protagoniste!

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